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Il "Festival INDA 2020. Per Voci Sole" presenta a Mircea Cantor nella chiusura del Festival

Fecha:

30/08/2020


Il

Quest'anno, nonostante il Covid, l’INDA (Istituto Nazionale per l'Arte Antico) non si è fermato ed ha predisposto “INDA 2020. Per Voci Sole”, un programma speciale di eventi pensati appositamente per la cornice unica del Teatro Greco di Siracusa.

La stagione si concluderà il 30 agosto, quando l'artista rumeno Mircea Cantor, Prix Duchamps 2011, presenterà la prima mondiale di Il suono del mio corpo è la memoria della mia presenza, la performance site-specific che vedrà coinvolti gli allievi e i docenti dell’Accademia d’arte del Dramma Antico in una sorta di rituale ad alto impatto simbolico per rappresentare il ritorno alla vita dopo la pandemia.

Anche questo spettacolo sarà disponibile in streaming gratuito per i 7 giorni successivi alla data programmata.

MODALITÀ DI REGISTRAZIONE PER L'ACCESSO GRATUITO

Per accedere gratuitamente allo spettacolo in streaming, il giorno dello spettacolo, circa un paio d'ore prima, sulla home page di INDA si aprirà una finestra pop-up su cui bisognerà cliccare per inserire nome e email.

In alternativa, questo ê il percorso dettagliato da seguire per registrarsi IN ANTICIPO sul sito: cliccare in alto a sinistra su STAGIONE TEATRO-->STAGIONE 2020--> NOME DELLO SPETTACOLO .

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Notizie per approfondire lo spettacolo

Il suono del mio corpo è la memoria della mia presenza
Oggi più che mai, in un momento così delicato e imprevedibile, tendiamo a guardare al passato e a come l’umanità abbia affrontato le catastrofi. Tendiamo a capire come sia possibile sopravvivere, nonostante si affrontino periodi bui; come l’essere umano resista, si adatti e lotti per la propria sopravvivenza. E più si riflette su questo aspetto, più diventa chiaro che il punto di partenza della rinascita da tempi bui e complicati sia proprio l’essere umano, la sua volontà di tornare a fiorire. E questa rinascita, nel corso del tempo, è stata possibile soprattutto grazie all’arte, a musica, il teatro, le arti visive, il cinema, la poesia. Sono convinto che la creatività umana sia il miglior vaccino in questi tempi difficili. Per questa ragione, quando penso a una performance, una delle condizioni indispensabili sono il corpo e la presenza dell’essere umano. E’ così che ho iniziato a riflettere sull’idea di suono e in particolare sulla voce umana; su come questo incredibile dono della natura sia stato sempre presente nel corso della storia: quando si eseguivamo rituali per gli dei, quando esprimevamo gioia per il raccolto e quando piangevamo per i nostri antenati. La voce umana è stata da sempre il primo “strumento”. La mia riflessione mi ha portato a voler associare lo “strumento” della voce a qualcosa che potesse far risuonare questo strumento e le idee attorno ad esso. Ed è per questa ragione che i miei pensieri e le mie riflessioni mi hanno spinto a immaginare una campana, una grande e sovradimensionata campana. Questo oggetto bello, misterioso e al tempo stesso semplice è onnipresente, sin dall’antichità, in tante culture, e assume tanti significati diversi per innumerevoli culture. Riguardo alla performance che metterò in scena al Teatro Greco di Siracusa, una parte importante è la coreografia che vedrà coinvolti gli allievi dell’Accademia d’arte del dramma antico della Fondazione Inda. I loro movimenti non solo apriranno nuovi orizzonti, ma racconteranno, soprattutto, come la memoria diventi concreta solo attraverso l’incontro e la vicinanza tra le persone e in particolare, attraverso movimenti ripetitivi che sono condivisi e modellati proprio dall’incontro. Memoria significa avvicinarsi all’altro, vuol dire sentire la pelle, la voce dell’altro, osservare i suoi occhi, toccare la sua pelle. Dopo essere stato invitato a mettere in scena una performance al Teatro Greco di Siracusa, dalle mie meditazioni e dalle mie riflessioni si è fatta sempre più strada l’idea che la bellezza del corpo umano, della sua voce, e un oggetto come la campana possano fondersi; che l’unione del suono della campana e della voce umana insieme possano produrre un nuovo tipo di musica, mai ascoltata. Una musica che guardi con le orecchie e ascolti con gli occhi.
Mircea Cantor
Parigi, 21 giugno 2020

Note per la performance di Mircea Cantor
In questo periodo particolare è una grande sfida ritornare alla vita di prima. Molto è cambiato e ci siamo ritrovate ad affrontare un cambiamento profondo in cui è coinvolto anche il “nostro” Teatro Greco. La collaborazione con Mircea Cantor è nata in clausura, scambiandoci idee, sensazioni, intuizioni ed esperienza, ed è cresciuta piano piano mentre anelavamo alla libertà, al ritorno al nostro lavoro in questo teatro; uno spazio mutato, uno spazio rovesciato che ci invita a sperimentarne l’uso e la bellezza da un altro punto di vista. La performance di Mircea Cantor ci coinvolge a guidare dei nostri allievi dell’Accademia D’Arte del Dramma Antico insieme con Dario La Ferla, col quale il lavoro sul campo è diventato da tempo una bellissima occasione di condivisione, nell’intento di unire i diversi linguaggi teatrali con l’arte concettuale. Quante volte ci soffermiamo ad ascoltare i suoni, le voci, i rumori che ci circondano o le melodie che la natura ci offre? Quante volte solo per il suono del nostro respiro o per il battito del cuore? “The Sound of my Body is the Memory of my Presence” (Il suono del mio corpo è la memoria della mia presenza) vuole essere una testimonianza della necessità e del desiderio di una comunità di celebrare il ritorno alla vita; la creazione su improvvisazione in concomitanza con la danza e l’arte concettuale che dà vita al gesto vocale tra canto, poesia e parola in cui la voce tragica come lamento si trasforma in incanto. Testo di Simonetta Cartia e Elena Polic Greco

Corpi in punto di fine e in fuoco d’inizio
Il desiderio dell’altro da sé, degli abbracci, del contatto oltre la virtualità ci ha costretti a risentire risuonare dentro, nella sua fantasizzazione, lo spettatore. A immaginarlo, a desiderarlo nella dialogicità del teatro dal vivo, da vivente a vivente. Questa creazione mi consente di rappresentare coreograficamente questo desiderio attraverso un rituale scenico dei corpi nei contatti mancati, negli anèliti ad abbracci come pulsione corporale, alla separazione disperata della coppia, delle relazioni risucchiate in una condizione di involuzione pseudo fetale e collasso dell’agire reso impossibile da forze – corde – costringenti. Oggi, dopo lo ieri, vivo l’urgenza di risentire lo spazio del teatro come spazio del rito alla presenza di umanità. Il luogo è il teatro ma il teatro non è solo lo spazio che lo contiene. Per Noi è lo spazio psichico e, oggi più di ieri e dopo isolamento e distanza sociale, teatro è dove ci sono contenitore e contenuti di profonda umanità. Il mio creare, così, confluisce nell’arte visionaria e figurativa post moderna, di Mircea Cantor, accogliendo la sfida di corporeizzare un rito contemporaneo nel luogo più antico del sacro rito artistico per eccellenza. Come l’araba fenice, coi meravigliosi giovani dell’Adda e insieme alle splendide poetiche vocali di Elena Polic e Simonetta Cartia, rifioriamo dalle braci del fuoco devastatore attraverso un dono d’arte che ha anche il valore di auspicio di ancor migliore, consapevole, solidale umanità futura. Testo di Dario La Ferla

MIRCEA CANTOR
Nato nel 1977 in Romania, cerca di rappresentare in gesti semplici l›incertezza e la complessità della vita. Per il suo lavoro, utilizza media diversi come la fotografia, la scultura, il video, il disegno e l’installazione. Nel 2017 ha debuttato con la scenografia per la produzione del Piccolo Principe a cura di Alexandru Dabij al Teatrul de Comedie di Bucarest. Le sue opere figurano nelle principali collezioni internazionali di arte contemporanea, come il Centre Pompidou di Parigi, il Museum of Modern Art di New York, il Museo Nacional Reina Sofìa di Madrid, il Castello di Rivoli a Torino, il Philadelphia Museum of Art, la Foundation Louis Vuitton a Parigi e la Collezione Rennie a Vancouver. Fra le sue recenti mostre personali: Le tue rovine sono la mia bandiera, alla Fondazione Giuliani, Roma 2017; Adjective to your presence, alla Maison Hermès – Le Forum de Tokyo, 2018; Vânătorul de imagini al Musée de la Chasse et de la Nature, Parigi 2019. Vincitore nel 2004 del Prix Ricard S.A., nel 2011 del Prix Marcel Duchamp, nel 2017 dell’Aspen Leadership Prize in Romania, nel 2019 è stato artista ospite all›Opéra National de Paris, in occasione del 350° anniversario della fondazione del teatro. Lo stesso anno, ha ricevuto dal servizio pubblico francese La Poste la committenza per una miniatura destinata a realizzare due francobolli commemorativi del 350° anniversario dell’Opéra di Parigi, editi in 500.000 copie. Mircea Cantor ha ricevuto in Francia l’onorificenza di Ufficiale delle arti e delle lettere, e in Romania il grado di Cavaliere dell’Ordine nazionale al merito.

Informes

Fecha: DEL Dom 30 Ago 2020 a Dom 6 Sep 2020

Organizado por : INDA

Entrada : Gratuita

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Lugar:

Online

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