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Apertura straordinaria SABATO 3 FEBBRAIO dalle 12.00 alle 20.00

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Dopo il successo dell’esposizione di oggetti appartenenti al Museo Archeologico Nazionale di Taranto realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale di Belle Arti, l’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires espone, questa volta nella propria Sala Roma, la mostra Forme e Colori dell’Italia Preromana. Canosa di Puglia. curata da Massimo Osanna, Direttore Generale Musei (Ministero della Cultura) e Luca Mercuri.

A partire dal 2 novembre 2023 e fino al 14 febbraio 2024, il pubblico potrà apprezzare incredibili reperti archeologici originali preromani appartenenti alla cultura Dauna (IV e II secolo a.C.).

Armature, ceramiche, gioielli, ornamenti ed altri importanti reperti archeologici provenienti dalle colonie greche arrivate in Puglia prima della dominazione romana sono esposti nella Sala Roma dell’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires.

Materiale proveniente dagli ipogei (gallerie sotterranee destinate ai riti funerari), conservati nei depositi dei Musei di Puglia o recuperati dal traffico illegale, compongono l’insieme dei reperti archeologici esposti in questa mostra. Dopo la prima tappa a Santiago del Cile, la mostra “Forme e Colori” arriva a Buenos Aires per poi raggiungere l’Istituto Italiano di Cultura di San Paolo e concludere il suo itinerario presso l’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico alla fine di agosto 2024.

La realizzazione di questa straordinaria mostra si inserisce nell’ambito del programma di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale italiano all’estero denominato Il racconto della bellezza, frutto della collaborazione congiunta tra la Direzione Generale dei Musei del Ministero della Cultura (MIC) e la Direzione Generale della Diplomazia Pubblica e Culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), rete di cui fanno parte gli Istituti Italiani di Cultura.

 

Informazioni sulla mostra

La penisola italiana, prima dell’unificazione avvenuta sotto il dominio di Roma, era abitata da popoli molto diversi tra loro dal punto di vista culturale. In Puglia, fin dalla seconda metà del VII secolo a.C., convivevano i coloni greci che avevano fondato Taranto qualche decennio prima, i Messapi nel sud della regione, i Peuceti nel centro e i Dauni nella parte più settentrionale.

La mostra illustra i tratti peculiari della cultura dei Dauni, attraverso materiali archeologici provenienti da uno dei principali centri della regione, l’area di quella che oggi è Canosa di Puglia. Qui, tra il IV e il II secolo a.C., i cosiddetti principi, personalità ai vertici delle elite locali, venivano sepolti in tombe di famiglia, scavate nel tufo locale, gli ipogei, con ricchi corredi funerari che ostentavano, davanti alla comunità, il loro status economico e culturale.

I pezzi selezionati provengono in gran parte dai depositi del Museo Archeologico Nazionale di Canosa di Puglia e del Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA), ma anche dai depositi della Soprintendenza di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle province di Foggia e Barletta-Andria Trani, del Museo Archeologico di Santa Scolastica e della Soprintendenza Nazionale per i Beni Culturali Subacquei con sede a Taranto.

  • Organizzato da: Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires
  • In collaborazione con: Direzione Generale dei Musei del Ministero della Cultura (MIC) e la Direzione Generale della Diplomazia Pubblica e Culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI)